
Ippovie - L'esempio della Val Pusteria - Cavallo, montagne, emozione
Data: Mercoledì, 24 giugno @ 02:42:26 CEST Argomento: speciale inchiesta
Montagne, cavalli ed emozioni
Prof.ssa Alessandra Graziottin
Condividere una passione è bello. Condividerne due è fantastico. Ed è una benedizione della vita.
Quando si amano in ugual misura cavalli e montagne, che cosa c’è di più entusiasmante di
scoprire sentieri magnifici, tra boschi e prati e creste, proprio a cavallo, in fidata e allegra
compagnia? Se poi si ha la fortuna di aprire un’ippovia sulle nostre splendide montagne Simbruinie, l'emozione è immensa.
Prendiamo l'esempio delle Dolomiti di Sesto,
in alta Val Pusteria.
Finita la tempesta turistica estiva, la montagna torna
ai suoi silenzi, alla sua musica lenta e confortante, fatta di gorgoglìo di torrenti, di vento leggero
tra gli alberi, di ronzio affaccendato di api e farfalle sui prati, di richiami acuti di marmotte.
La montagna torna al suo tempo e alla sua quiete. Si assaporano meglio i suoi profumi
struggenti, immersi nei colori morbidi di un settembre luminoso e pieno di sole, i suoi prati con
branchi di cavalli liberi, che fanno risuonare corde antiche. Le placide mucche pezzate, che al
tramonto si immergono in luci segantiniane. Orizzonti limpidi e cornici di montagne imperiose: le
tre Cime di Lavaredo, la Croda Rossa, Cima Undici, Cima Tre Scarperi, tra le montagne più belle
del mondo.
Ci si immerge nella storia: anche quella dura, difficile e dolorosa dei nostri alpini, ritrovando le
vecchie trincee e le caserme della prima guerra mondiale, ad alta quota. Ripensando a migliaia
di ragazzi, sfiniti a tirar su cannoni coi muli per sentieri impervi, fino a morire soli, uccisi da ferite
senza rimedio né conforto, per un pezzo di terra e un ideale lontano. Ripensando a interi paesi
come Sesto, svuotati e ridotti in macerie. Case antiche, frutto di fatiche centenarie, devastate
per rappresaglia. Famiglie distrutte. Immense e straziate solitudini della nostra gente di
montagna.
Ci si immerge nei pensieri, in silenzio, mentre si procede su sentieri stretti, in densa
contemplazione, ascoltando il passo attento del cavallo. Ci si rilassa chiacchierando,
trotterellando su strade bianche che salgono morbide tra i boschi. E ci si accende con un guizzo,
al galoppo, su prati verdi, vellutati e scintillanti. E’ bello stare in fondo, e osservare la morbida
fila di cavalli e cavalieri, come nei tempi antichi, che si snoda e procede lenta e sicura e poi si
allarga allegra sul prato, davanti alla malga amica. Nessun altro. Né auto, né moto. Solo
bellezza. E la certezza di un patrimonio di emozioni, di natura e di cultura da riscoprire e da
proteggere.
Si può fare? Sì, se ci si impegna molto, perché tutto si svolga in piena sicurezza, per
cavalli e cavalieri. Con l’aiuto degli eccellenti uomini del Corpo Forestale, con il lavoro di Sindaci
determinati e attenti, come a Sesto e Dobbiaco, e di Associazioni di Amici del cavallo, quali la
“Sen. Tom’s Adventure Riding Club”, in collaborazione con la Federazione Italiana Sport Equestri
(FISE). Persone e sinergie, per riscoprire un modo antico di valorizzare le bellezze naturali
d’Italia, insieme a quest’animale emozionante e magnifico.
Un animale che merita rispetto, cure
e attenzione, perché aggiunge qualcosa di essenziale alla bellezza del mondo. Il cavallo può
aiutarci a stare meglio, a stare bene, perché fa risuonare corde millenarie. Perché ci pacifica,
quando si procede al passo, finalmente senza fretta, in armonia, e il corpo si rilassa, e tutta la
frenesia del quotidiano si scioglie, lasciando libera e gustosa la sensazione di sentirsi vivi. Fino a
scoprire un modo sano e musicale di essere semplicemente felici, cavallo e cavaliere insieme, tra
le nostre montagne.
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