Visite Guidate e Gemellaggi sui Monti Simbruini, Subiaco, Cervara, Jenne e dinto
Data: Lunedì, 18 aprile @ 10:28:27 CEST
Argomento: Eventi, Iniziative, Fiere


  • 29 MAGGIO, CONVEGNO SUL LUPO nel Parco dei Simbruini
  • Un pecorino tutto fatto in casa: a Vallepietra
  • Campaegli: per ora è salva
  • Caro amico, cara amica...
  • CERVARA DI ROMA, quella speculazione edilizia da "basso medioevo"...
  • Zoccoli e Giardini sulle terre alte simbruiniche ...
  • Cervo, Orsetto Lavatore, Capriolo, Rapaci: che fine fanno fuori dal parco dei Simbruini
  • Polemiche per i CENTRI VISITA del parco
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  • Fulco Pratesi: i Simbruini, i nuovi UNNI...
  • Quattro STAGIONI: le strutture di CERVARA DI ROMA & CAMPAEGLI
  • Col Cav in gita all’eremo di San Benedetto - Il Cav, centro volontari per l'arte, organizza una visita guidata all'eremo di San Benedetto a Subiaco. La partenza è fissata per martedì prossimo alle 9 da piazza san Francesco. L'eremo di San Benedetto, già dedicato a San Silvestro, venne consacrato nel VII secolo. All'interno un ciclo di affreschi del XIII secolo recentemente restaurato.
  • Cervara di Roma, 29 maggio, convegno sul LUPO, organizzato da CaniAvventura con esponenti mondo universitario e scientifico, promosso da Comunità Campaegli e Alpi di Roma
  • 29 maggio Jenne - P.R. Monti Simbruini "Tinteggiamo la natura". Disegno naturalistico degli scorci del Parco visti dall'antico paese di Jenne. (Partenza ore 9.00)
  • 12 giugno P.R. Monti Simbruini "Come perdere e…ritrovare la strada". Tecniche di orienteering per trovare la strada, in zone sconosciute, sfruttando la propria abilità e la precisione nel leggere la cartina topografica. (Partenza ore 9.00)
  • Il Tevere da Roma alla valle dell'Aniene, a Subiaco, offerto da Il Messaggero
  • RISORSE PARCHI: Lipu, Mauro Damiani corso sulle erbe selvatiche alimentari
  • Il primo gemellaggio naturalistico !
    Info Punto informativo ente parco a Campaegli - su questo sito info@simbruini.com - rec. 348 5174370

    Roma e il suo Tevere, un fiume di segreti
    Un viaggio nel tempo e nello spazio. Dall’antichità più remota al giorno d’oggi, dalle balze dell’Appennino tosco-romagnolo al mare di Ostia. Questo, in sintesi, il tema del volume che il Messaggero offre ai suoi lettori questa settimana. ” Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità del Tevere ” è il lungo e circostanziato titolo di questo bel volume opera di Claudio Rendina. Volume, come si deduce, dedicato al fiume di Roma, al Tevere. Ma anche ai suoi affluenti e alle terre che circondano il suo corso.

    Il Nilo, l’Eufrate, l’Indo, il Gange ma anche la Senna e il Tamigi sono tutti grandi fiumi che hanno fatto in qualche modo la storia dell’umanità dai suoi albori a oggi. Bene, il Tevere, fiume ben più modesto sia come lunghezza che come portata di acque sta al loro pari se non altro perché senza il Tevere probabilmente Roma non sarebbe mai sorta.

    Ma non è tutto, leggendo il volume ci sia accorgerà di una particolarità tutta italiana. Già dai primi chilometri di percorso del fiume si incontrano paesi, borghi, cittadine e città. Bene, se ci farete caso, è tutto un susseguirsi di castelli, di rocche, di opere d’arte, di sculture, di quadri. È l’incredibile ricchezza dell’Italia, non c’è praticamente posto per quanto piccolo che non abbia vissuto un suo grande momento d’arte, di cultura o di storia (e talvolta più di uno). E non è tutto, il Tevere, già nella parte alta del suo corso, passa nei pressi di piccoli paesi o di cittadine dal nome immenso, come Caprese Michelangelo, che diede i natali al grande Buonarroti e San Sepolcro, patria di una serie di pittori e di scienziati che ebbe in Piero della Francesca il più grande di tutti.

    Anche questo è un motivo che fa del Tevere un fiume unico pur nella grande famiglia dei fiumi che hanno generato civiltà e imperi.
    Il Tevere nasce dal monte Fumaiolo (1407 metri) un monte che, fino al 1934, era in provincia di Arezzo ma che in quell’anno Mussolini volle trasferire nella provincia che gli aveva dato i natali, quella di Forlì. Da allora il Fumaiolo è in Romagna. Il libro segue il corso del fiume attraverso la Romagna, la Toscana, l’Umbria, dove riceve le acque della Nera cui in gran parte si deve l’abbondanza o meno del corso del Tevere. E poi il fiume entra finalmente nel Lazio, costeggiando posti splendidi, come Nepi (e chi non l’ha vista ci vada) sorvegliato dall’alto (relativo, 691 metri) dal monte Soratte cui si ispirano alcuni dei più bei versi del grande poeta latino Orazio «Vides ut stet candida..». Poi ecco Farfa e la sua abbazia più che millenaria, ricovero di frati e di cultura negli anni bui. E non lontano Monterotondo dove i garibaldini sconfissero i pontifici prima dell’infausto scontro con i francesi a Mentana.

    A questo punto il libro fa una provvida deviazione lungo la valle dell’Aniene, altro affluente del Tevere, fornendo la descrizione di molti centri, quali Subiaco e Tivoli con la sua Villa d’Este e la Villa Adriana. Poi eccolo a Saxa Rubra, ormai a Roma. E qui inizia un’altra storia. Il fiume attraversa la capitale e l’opera di Rendina lo segue passo dopo passo illustrando i ponti, le rive, i monumenti, le tradizioni, le leggende e le storie che il fiume ha generato. Non mancano le canzoni ispirate al fiume, tra le quali le celebri ” Barcarolo romano” e ”Vecchia Roma” . Particolarmente bella la parte riservata all’isola Tiberina. Ma interessantissima la parte per così dire a valle di Roma. Cioè l'illustrazione del percorso del fiume fino al mare, fino alla foce, vale a dire a Ostia, al Portus Traiani. Una zona un tempo paludosa prima bonificata con il lavoro degli scarriolanti romagnoli, poi sviluppata. Oggi vero e proprio lido di Roma. M.G.
    Un corso sulle erbe selvatiche alimentari
    Sei incontri volti alla riscoperta delle erbe selvatiche alimentari per far tornare le antiche usanze nella memoria dei cittadini lidensi. Da domani al via una serie di appuntamenti organizzati dalla Lipu (Lega italiana protezione uccelli), curati dal dottor Mauro Damiani, il cui obiettivo è quello di insegnare ai partecipanti a riconoscere le erbe selvatiche alimentari e ad utilizzarle. La raccolta delle erbe è una pratica quasi completamente scomparsa che nell'antica Roma era molto frequente. Damiani racconta: «I soldati romani potevano riconoscere ben cinquemila erbe selvatiche alimentari. Un'attività rimasta frequente fino agli anni '30».
    L'area delle escursioni sarà la zona agricola tra Ostia Antica e il Tevere. Dopo l'identificazione le erbe saranno cucinate e gustate. È importante, sottolinea Damiani, «ritrovare il rapporto con la natura, saperla riconoscere e godere di quello che ci può offrire». Per informazioni, tel. 0650913357.
    CANALE MONTERANO
    Un gemellaggio in nome della natura
    Progetto del Comune per educare all’ambiente i ragazzi della Tuscia e della Valle del Ticino
    Un gemellaggio naturalistico fra la Tuscia e la Valle del Ticino per educare i ragazzi al rispetto dell'ambiente e delle sue risorse storiche e culturali. Questo il motivo portante della proposta del Comune di Canale Monterano, sede dell'omonima riserva, che ha avviato con le scuole medie locali un progetto congiunto con il Parco della valle del Ticino.
    La prima fase del gemellaggio vedrà protagonisti gli alunni delle scuole canalesi in visita per tre giorni, dal 27 al 30 aprile, nella riserva lombarda. Accompagnati da insegnati e guardiaparco soggiorneranno ad Abbiategrasso, da dove partiranno escrusioni e attività didattiche nel territorio del parco del Ticino, fra Piemonte e Lombardia; simulazioni di ricerca dell'oro nel letto del fiume e soft-rafting, seguendo la corrente fino al lido di Vigevano, e studio sul campo di flora e fauna dell'ambiente fluviale.
    «E' la prima volta che si propone un gemellaggio naturalistico - spiega Vilma Piccioni, assessore al turismo di Canale - è un esperimento, ma la sua valenza didattica è di sicuro valore: dalla tutela della biodiversità allo sviluppo sostenibile».
    Ma la riserva apre anche ai più grandi il 25 aprile, il 1 e il 15 maggio con giornate dedicate alle attività all'apero: tiro con l'arco, liberazione di rapaci, escursioni lungo il fiume Mignone o l'area del Bicione, degustazione dei prodotti e piatti locali. Sarà attivo un servizio navetta per raggiungere la riserva.





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