Gli altopiani del Sogno: i Monti Simbruini a cavallo tra Lazio e Abruzzo
Data: Mercoledì, 09 giugno @ 02:31:16 CEST
Argomento: 2000-2007 rassegna




Gli Altopiani del Sogno: sulle terre dei Monti Simbruini.


Una sequenza di boschi a strapiombo su vallette, borghi dove il tempo sembra essersi fermato custodendo solamente il valore e non il degrado, e, dietro, un avamposto appenninico che custodisce le bellezze della montagna laziale al confine con l'Abruzzo: sono i Monti Simbruini, con i suoi gioielli Pereto, Camerata, Arsoli, Cervara, Campaegli, Livata. ( di V.V.)

Spesso in autunno la nebbia scolpisce nuvole di abbacinante bellezza tra il verde della lussureggiante vegetazione attorno ai pianori carsici dei Simbruini. Sembrano emergere come per magia da questa nebbia le quinte delle faggete, impervi sentieri e spettacolari panorami di vasti orizzonti. Il parco omonimo si estende nel Lazio tra elementi protetti su chilometri di verde interrotto da elementi di produzione agricola, piccoli resorts, isole di chalets, piccolissimi centri residenziali, strutture logistiche sportive e d'accoglienza. Un angolo di natura intatto o quasi, che dalla fine degli anni Settanta è diventato un buen retiro per i suoi estimatori, visitatori e viaggiatori. Qui lo spazio edificabile è pochissimo, per fortuna.

Inoltre, con l'istituzione del Parco Regionale, le licenze sono state bloccate e non si può edificare nulla di nuovo, salvo il completamento di iniziative già approvate, comunque nel pieno rispetto di normative ambientali europee.

In primavera, il verde chiarissimo dei boccioli di faggio arricchisce la tavolozza dei colori del paesaggio, mentre il "rosso" autunnale, ma solamente in uno o due giorni dell'anno, appare come quello dei cortometraggi che Bruno Vailati ha girato in America, nelle vaste e più conosciute aree protette. La vista spazia su ettari ed ettari di boschi e al centro si distingue la presenza umana con soggiorni di charme, tra una natura che si fa percepire in modo preponderante.

Il colpo d'occhio è strepitoso arrivando al pianoro di Campaegli: all'altezza del maneggio, appare come per magia una vista incantevole. Suoni, echi, riverberi di questo luogo misterioso ispirarono le musiche di Ennio Morricone nei western italiani del suo amico Sergio Leone, entrambi frequentatori dei Simbruini. Le strade di penetrazione sono quasi occultate nel verde e nutrite dalla protezione del parco che impedisce alle auto di solcare le aree verdi. Questa oasi, per la struttura e lo stato di conservazione, rappresenta un "pezzo unico" nel panorama ambientale italiano. Siamo "sui Monti Simbruini "- diceva per primo Lucio Ardenzi con Giorgio Gaber anni fa a Campaegli.
Come un eremo, le prime case si affacciano sul pianoro vantando un belvedere magnifico, rappresentando un punto di partenza per le escursioni nel Parco. La montagna, qui, bisogna conquistarsela. Sentieri si snodano in sculture di verde nel quale tuffarsi, che sembrano vegliare su di noi.

Più sotto, i paesi medievali sono aggrappati alle pendici del monte. Un luogo-simbolo, che dopo l'oasi di bellezza e serenità, rimane fissato per sempre negli occhi in un ricordo virato seppia, prezioso frammento, assieme al ricordo verde del monte, dell'Italia come dovrebbe essere tutta.






Questo Articolo proviene da Monti Simbruini tutelati, le Alpi di Roma !
http://www.montisimbruini.org

L'URL per questa storia è:
http://www.montisimbruini.org/modules.php?name=News&file=article&sid=1001